Oggi il consiglio dei ministri ha indetto il referendum sulla legge elettorale. La data scelta è il 18 maggio.
Tutto bene quindi, potrebbe pensare il cosiddetto "uomo della strada": prima chiedono ai cittadini cosa ne pensano e poi si va a votare. Ovviamente no.
In caso di scioglimento delle camere e elezioni prima della data del referendum (cosa che ormai pare certa), la data slitterebbe di un anno.
In parole povere, è l'ennesima presa per i fondelli della casta verso i cittadini, contro qualunque logica comune ma anche contro il senso del pudore. In un ano infatti, il prossimo governo avrà tutto il tempo di modificare la legge elettorale rendendo di fatto inutili i quesiti referendari.
Complimenti a tutti per aver dato prova di coerenza, specialmente Fini e Alleanza Nazionale, che dopo aver mosso mari e monti per spingere alla raccolta firme ora si sfila in onore al servilismo alle poltrone che Berlusconi distribuirà copiosamente in caso di sua (probabile) vittoria.
05 febbraio 2008
01 febbraio 2008
Il referendum è la soluzione?

D'Alema, ministri degli esteri con il decaduto governo Prodi, ha lanciato un'ipotesi che era sul piatto da tempo ma a cui pochi si stanno dedicando occupati come sono ad arraffare tutto quello che potrebbe portare voti o privilegi.
Le firme per il referendum sono ormai raccolte e i quesito sono stati approvati: l'indizione del referendum obbligherebbe quindi i vari e rissosi partitini a sottomettersi al volere popolare. Sottomettersi proprio perchè in questo momento tutti, anche i micro partiti che non arrivano all'1% sono convinti contare e poter decidere meglio della cittadinanza nel suo complesso.
Un eventuale voto positivo al referendum spazzerebbe finalmente via tutti questi inutili partitini ricattatori che anche in questi giorni che dovrebbero essere il loro canto del cigno non smettono di pretendere pretendere pretendere a spese di tutti i cittadini e dell'economia italiana.
Il commento da oggi inserirà un banner che ricollega al sito ufficiale dei promotori del referendum: è il nostro modo per supportare coloro che prima hanno raccolto le firme e ora si battono per il bene di tutti.
MIcrosoft: OPA ostile su yahoo
Inutile dire che la mossa di microsoft spariglia i giochi. La società di Redmond aveva cercato la competizione diretta contro google lanciando i suoi servizi Windows Live che però non sono stati giudicati all'altezza dal mercato. Di conseguenza viene la mossa annunciata oggi: se non puoi fare meglio dei concorrenti comprateli. In questo caso MS ha comprato il principale concorrente ma l'adagio è lo stesso.
Ora sarà da verificare l'adesione all'OPA: questa riconosce un premio del 60%. Questo significa che Microsoft è disposta a pagare il 60% in più dei valori di mercato. Inutile dire che il mercato ha reagito subito: nel mercato di preapertura Yahoo segna un +50%...
Seguiremo per voi gli sviluppi del takeover e ovviamente le reazioni di google.
Continuate a seguirci
30 gennaio 2008
Berlusconi, Prodi, Veltroni: quali alternative?

[NDA]Questo articolo è diverso dal solito e mi scuso con chi legge se potrebbe risultare poco dettagliato. L'ho scritto di getto in un momento in cui la politica nella sua peggiore accezione è al suo apice. Accetterò volentieri commenti su quanto scritto, da persone di qualunque orientamento politico.
Questo pomeriggio il Presidente della repubblica annuncerà la sua decisione in merito alla crisi di governo. Le posizioni dei partiti in gioco sono molto variegate ma come sempre, sul panorama politico italiano, spicca la poca coerenza dei soliti noti.
Ognuno per la sua strada sembra essere il mantra che imperversa tra i parlamentari e i capi di partito. Forza Italia, che fino a poche settimane fa dichiarava che si doveva fare la legge elettorale prima del voto, oggi è di parere nettamente contrario. Evidentemente Berlusconi trattava con il PD solo in virtù dell'equazione: nuova legge elettorale = elezioni subito.
AN, che da sempre invoca una legge con grossi premi di maggioranza e alte soglie di sbarramento con finalità bipolariste e maggioritarie, oggi si attacca alle richieste di Forza Italia. probabilmente Fini è consapevole che senza Berlusconi non si vince, quindi orecchie basse e naso tappato pur di tornare sulle sedie che contano.
L'UDC, come sempre, è in mezzo. Fa quello che chiede Berlusconi a meno che Veltroni non garantisca una legge elettorale alla tedesca. In questo caso si salta sulla barca della sinistra dato che è quella che offre di più.
Passando ai partiti di sinistra:
I nani ( PCI e Verdi in primis ) gradano allo scandalo perchè il PD è deciso a correre da solo, anche in caso di sconfitta. Ovviamente vorrebbero continuare a dettare legge con la loro infima percentuale e le loro idee estremiste e superate da 60 anni.
Al centro si ripete lo spettacolo che già sta dando l'UDC: Mastella è pronto a saltare sul carro di chi gli offre la sedia più comoda e l'immunità dalla magistratura.
Il PD, dal canto suo, ha un leader carismatico che professa la necessità di fare una nuova legge elettorale prima delle urne. Peccato che sotto Veltroni ci siano una marea di proposte completamente divergenti rispetto a chi è stato eletto con le primarie come capo del partito.
Non notate niente? Nessuna mancanza?
Nessuno finora si è degnato di usare come strumento per convincere le controparti la volontà dei cittadini. Tutti corrono per evitare il referendum che non permetterebbe ai partiti di fare i loro comodi e darebbe ai cittadini cattivi un vero potere di scelta
A mio avviso, i fondamenti per una nuova legge elettorale dovrebbero essere i seguenti:
- Premio di maggioranza su scala nazionale sia alla camera che al senato che garantisca una maggioranza assoluta al PARTITO ( non alla coalizione ) con la maggioranza relativa dei voti.
- Una soglia di sbarramento superiore o pari al 5%
- Il divieto di costruire nuovi gruppi una volta create le camere, in modo da evitare il distacco ricattatorio di pochi come accaduto con Dini e Turigliatto
- In un discorso di più ampie riforme istituzionali, un premier più forte con poteri reali nei confronti dei ministri, ovviamente controbilanciato con le mozioni di sfiducia nelle camere.
14 gennaio 2008
KDE 4.0 è tra noi

Gli appassionati dell'open source e dell'informatica in generale lo aspettavano da tempo: l'11 dicembre 2008 il team di KDE ha rilasciato al pubblico la versione finale 4.0 del desktop environment per linux.
Completamente rinnovato, sia nell'interfaccia grafica utente che sotto il cofano, il nuovo Window Manager per linux porta con sè alcuni punti di forza che sicuramente faranno la differenza.
Attualmente sono riuscito a testare solo una distribuzione Live con poco software applicativo ma l'effetto è già molto buono: velocità aumentata, reattività del sistema, grafica molto piacevole e funzionalità che faranno felici anche i più attenti all'aspetto del desktop.
Purtroppo, anche se in versione finale, a detta degli stessi sviluppatori il desktop non è ancora perfetto: mancano molte applicazioni (prima tra tutte una delle più usate di KDE, Amarok) che dovranno essere riscritte per le nuove librerie. Una particolarità di queste ultime è la loro adattabilità a tutte le piattaforme, siano Mac o Windows.
Questo permetterà un porting perfetto di tutte le applicazioni sviluppate per KDE4.
Chi vi scrive utilizza Kubuntu 7.10 con KDE 3.5: il mio consiglio è quello di aspettare a convertirsi alla nuova versione che chiaramente non rispetta ancora quella varietà software e di configurazione che viene garantita dalla vecchia versione. Gli stessi sviluppatori KDE danno lo stesso consiglio.
Se morite dalla voglia di provare non ci sono problemi, ma se usate il pc per lavorare o non potete permettervi di crash o perdite di dati buttatevi sulla live, disponibile qui:
http://home.kde.org/~binner/kde-four-live/
Ci riserviamo di testare approfonditamente la nuova versione una volta che sarà completata la scrittura di tutte le applicazione di uso più quotidiano.
21 aprile 2007
La siccità colpisce l'Australia a causa del riscaldamento globale
I maggiori quotidiani italiani riportano oggi la notizia che il governo australiano ha invitato i suoi concittadini a pregare. Il motivo? Se entro 6 settimane non ci saranno precipitazioni abbondanti nel paese, sarà necessario chiudere i bacini idrici che ad oggi permettono all'Australia di produrre il 40% dei suoi generi alimentari, siano essi vegetali o animali, per destinare tutta l'acqua ai consumi umani.
Questa chiusura ( che dovrebbe protrarsi fino al maggio 2008 ) causerebbe la morte della quasi totalità dei capi di bestiame e degli alberi da frutto, distruggendo completamente la capacità produttiva alimentare dell'Australia per gli anni a venire.
è interessante notare come l'Australia, insieme agli USA, sia uno dei grandi paesi industrialmente sviluppati che non solo non ha firmato ma ha deriso il trattato di Kyoto e i suoi sostenitori, continuando una politica del menefreghismo.
Non c'è che dire, la natura questa volta ha colpito l'obiettivo giusto (così come lo aveva fatto ai tempi di Katrina negli Stati Uniti) e i grandi governanti rimasti idealmente al 20° secolo ora sanno solo invocare la preghiera.
Forse il premier Austaliano John Howard dovrebbe darsi una rilettura dei testi sacri, specialmente la parte in cui si parla delle piaghe d'Egitto.
Questa chiusura ( che dovrebbe protrarsi fino al maggio 2008 ) causerebbe la morte della quasi totalità dei capi di bestiame e degli alberi da frutto, distruggendo completamente la capacità produttiva alimentare dell'Australia per gli anni a venire.
è interessante notare come l'Australia, insieme agli USA, sia uno dei grandi paesi industrialmente sviluppati che non solo non ha firmato ma ha deriso il trattato di Kyoto e i suoi sostenitori, continuando una politica del menefreghismo.
Non c'è che dire, la natura questa volta ha colpito l'obiettivo giusto (così come lo aveva fatto ai tempi di Katrina negli Stati Uniti) e i grandi governanti rimasti idealmente al 20° secolo ora sanno solo invocare la preghiera.
Forse il premier Austaliano John Howard dovrebbe darsi una rilettura dei testi sacri, specialmente la parte in cui si parla delle piaghe d'Egitto.
28 marzo 2007
Microsoft rimodula L'xBox 360?

Ormai è confermato: uscirà nel mese di aprile sul mercato nordamericano, la nuova Xbox 360 elite. Nuova si fa per dire... le uniche modifiche effettuate sono l'espansione dell'Hard disk da 30 a 120 Gigabyte e l'introduzione di una porta HDMI.
Specialmente la seconda novità è particolarmente interessante: tutti i moderni televisori possiedono questa porta che dovrebbe un po alla volta sostituire la vecchia SCART. Ma siamo sicuri che tutto questo non sia esclusivamente un modo per guadagnare di più sulle spalle del cliente? Come si sentiranno i clienti che hanno pagato a cifra piena un prodotto ormai sorpassato? Questo è il mercato, è vero, ma le console hanno avuto questo successo anche grazie alla garanzia che per tutto il loro ciclo vitale sarebbero state sempre uguali e in grado di far girare ogni gioco. Oggi non è più così, cosa sarebbe costato mettere subito questi componenti?
In quest'ottica è stata apprezzabile la Sony, che ha introdotto in Europa la solo console Top di gamma e full optional. Almeno un acquirente non si pentirà dell'acquisto perchè magari sul momento non necessitava di un accessorio non incluso nella versione base...
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